IL SISMA

IL SISMA   |   GLI ATTORI DEL PROGETTO   |   IL TERRITORIO PICENO E FERMANO   |   CALENDARIO

Il sisma del Centro Italia che a partire dll’agosto 2016 ha sconvolto a più riprese l’area facendo registrare epicentri nelle province di Rieti, Ascoli Piceno,Perugia, Macerata e l’Aquila lasciandosi dietro uno scenario di devastazione inquantificabile; il tributo di vite umane è stato elevatissimo con quasi 300 vittime e oltre 400 feriti.
Il tessuto economico a livello locale è praticamente in ginocchio e i danni si estendono a tutte le attività commerciali ed artigianali dislocate all’interno dei 16 comuni coinvolti (Ascoli Piceno: Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Montegallo e Montemonaco; Fermo: Montefortino; Perugia: Cascia, Monteleone di Spoleto, Norcia e Preci; Rieti: Accumoli e Amatrice; L’Aquila: Campotosto, Capitignano e Montereale; Teramo: Rocca Santa Maria e Valle Castellana) distinguendo le tre realtà di Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto che hanno subito danni molto più gravi.

Gli effetti sull’economia locale

I 16 comuni del cratere sismico raccolgono quasi 24,5 mila abitanti e oltre 11 mila famiglie. Le attività produttive riguardano oltre 3.600 unità locali di imprese e 4.900 addetti. Nei tre comuni più colpiti risiedono 4.500 persone, 2.200 famiglie e operano 670 unità locali, dando lavoro a oltre 1.000 persone.

A seguito del sisma questo scenario è stato completamente ridisegnato, il tessuto imprenditoriale locale risulta praticamente in ginocchio, ingenti sono i danni materiali ad attrezzature e beni immobili e non positive sono le stime sulle ripercussioni indirette che si avranno da qui ai prossimi mesi: considerevoli cali di fatturato conseguenti alla flessione degli ordinativi (si stima una perdita su commessa oscillante tra il 70 e il 90%) e delle prenotazioni, crollo delle prenotazioni nelle strutture ricettive e conseguente riduzione dell’attrattività turistica dell’intera area colpita, oltre ad una drastica riduzione di passaggio lungo la SS Salaria, una bretella di collegamento fondamentale con le aree dell’entroterra appenninico e con la Capitale, lungo la quale operano diverse botteghe artigiane che traevano la maggior parte del loro sostentamento dai turisti e pendolari di passaggio.

In una fase così delicata il rischio reale è quello di perdere per sempre e irrimediabilmente un intero tessuto imprenditoriale fondato su una profonda integrazione territoriale e su una eccellente tradizione culinaria centenaria di caratura Nazionale e n on solo.